Dove affonda le radici il nostro tempo? Quando è cominciata o ha messo i primi germogli l’epoca che noi chiamiamo contemporanea? Sullo sfondo di una sorta di ricerca della famiglia, mai conosciuta, Elisabeth Asbrink sceglie di porre sotto la lente, in una sorta di diario, un anno particolare, il 1947. Usciti dall’immane tragedia del secondo conflitto mondiale, l’umanità si trova di fronte a bivi fondamentali per ciò che verrà: dalle scelte compiute e dalla fine dell’ancien regime dipenderanno i destini di miliardi di esseri umani nei decenni a venire.
In un diario appassionante Asbrink ci guida attraverso momenti storici fondamentali eppure poco conosciuti: l’inizio della guerra fredda, la nascita dello stato di Israele e quella del Jihad nell’Egitto dei Fratelli Musulmani, ci porta alle isole Orcadi dove un Orwell ormai alla fine della propria vita sta per dare alla luce il suo capolavoro assoluto, 1984. E ancora veniamo trasportati sulle rotte che consentono agli ex nazisti di sfuggire alle proprie colpe, assistiamo alla nascita della Dichiarazione dei diritti universali dell’uomo, seguiamo Primo Levi dare alla luce il suo libro più conosciuto e Christian Dior, con il suo new look, rivoluzionare la moda femminile in tutto il mondo.
Un anno fondamentale rivissuto giorno per giorno in un libro appassionante.

Elisabeth Asbrink è un’affermata giornalista e scrittrice svedese, vincitrice con le sue opere di premi prestigiosi quali il Kapuscinski e l’August.
1947 è edito da Iperborea in prima edizione nel marzo 2018, con seconda edizione a luglio. La traduzione è di Alessandro Borini

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