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Incredibile caso di guarigione dal cancro. L'uomo mistero

Ad aiutare Arkadij Davydov di Piatigorsk a guarire dalla terribile diagnosi "lymphosarcoma" sono state le montagne. Il verdetto da parte dei medici gli era stato comunicato gia' nel 1994. Dopo essersi messo il cuore in pace in merito al proprio destino, Arkadij decise di andare a morire in montagna, in piena tradizione orientale antica. Prese con se' tre chili di prodotti alimentari e nell'arco di un mese e mezzo decise di fare giornalmente 10 chilometri a piedi..

Durante la meta' degli anni '90, Arkadij fu piu' volte duramente colpito dal destino. Innanzitutto gli manco' la madre e poi fini' di persona all'ospedale con una diagnosi mortale, senza avere nessuno vicino in grado di sgravargli le sofferenze. All'ospedale si nutriva esclusivamente di medicinali ma la sua condizione peggiorava di giorno in giorno. I medici non si rivelarono assolutamente in grado di fare qualcosa per aiutare quest'uomo che si spegneva letteralmente davanti ai loro occhi, per cui lo mandarono a casa.

A casa lo aspettava sotto il gatto Fiodor. Di giorno in giorno e sempre piu' spesso il gatto faceva le moine al suo padrone, cercando in qualche modo di distrarlo dai suoi infelici pensieri. Ma dopo quattro mesi anche il gatto mori' e Arkadij gli e' tuttora riconoscente: "E' stato lui a prendere su di se' la meta' della mia malattia, per questo e' morto cosi' presto", - racconta Arkadij.

Dopo aver sepolto il gatto, Arkadij decise di andare a morire in montagna. Prese con se' tre chili di prodotti alimentari e alcuni maglioni pesanti. Lo zaino pesava in tutto sette chili, ma per l'uomo indebolito dalla malattia anche un tale peso a volte rappresentava un vero e prorio macigno.

Arkadij decise di camminare il piu' possibile, sino allo stremo delle forze. Ogni giorno riusciva a fare una decina di chilometri. Appena la stanchezza lo sopraffaceva, si coricava per dormire per poi alzarsi e riprendere a camminare. Dopo un mese e mezzo Arkadij giunse nella zona di Gilysu. Gli abitanti del posto accolsero lo strano uomo in modo dall'inizio sospetto, ma poi gli si abituarono e iniziarono anche a dargli da mangiare, anche se ad Arkadij dal cibo gli si storcevano letteralmente le budella.

Ben presto il viandante solitario per le montagne smise di attirare su di se' l'attenzione generale, sembrava che anche gli animali selvaggi si fossero abituati alla sua presenza. Per due mesi e mezzo Arkadij si nutri' esclusivamente di bacche, pane biscottato, acqua minerale del Caucaso, radici varie e....gradatamente inizio' a sentirsi meglio. L'uomo decise di passare l'inverno a casa per ritornare in questo posto all'inizio della primavera.

Una volta rientrato a Piatigorsk, Arkadij decise di rivolgersi nuovamente ai medici. Dopo la visita generica il medico capo guardo' Arkadij stupefatto e con voce strozzata chiese: "Cos'ha fatto? Come si e' curato?". Al racconto di Arkadij non ci credette. Poi venne il turno di altri spcialisti, i quali anche loro imbarazzati dalle parole di Arkadij continuavano a sostenere che senza sottoporsi ad un corso di chemoterapia una cosa del genere fosse impossibile, il cancro non si debella da solo.

Arkadij, da parte sua, ogni anno si recava in montagna non dando alcuna importanza ai consigli dei medici.

Quando compi' 46 anni aveva l'aspetto di un trentacinquenne. Alto, carino, dal sorriso a denti bianchi accattivante, dal timbro di voce morbido e dallo sguardo pulito. Arkadij e' profondamente convinto che il cancro non sia invincibile se si e' pronti a combatterlo.